IL CUORE DEL GUERRIERO

Il 2020 ha avuto un inizio strano, difficile, alcuni potrebbero definirlo assurdo.
Molti hanno soprannominato il Covid-19 Maledizione, altri ancora l’hanno chiamato Disgrazia, i bimbi, nella loro semplicità, non hanno cercato nessun soprannome, si sono alzati in piedi, al fianco di noi adulti, e ci hanno aiutati ad affrontarlo. Senza parole, ma con tanto cuore. Il cuore del Guerriero è nato per celebrare loro, i nostri piccoli eroi. Un progetto, o meglio, un gioco-storia creato da un'illustratrice, Giovanna Bigalli, nato in un momento di difficoltà, per fondere la nostra passione alla loro arte, dando vita ad oggetti unici.

LA STORIA...

C’era una volta un paese da qualche parte del mondo, un paese qualunque, dove tutti vivevano tranquilli, ognuno con i suoi impegni e i suoi passatempi, dove si volevano bene, anche se ogni tanto litigavano, e i bambini erano bambini come in tutto il mondo: giocavano e andavano a scuola, e appena potevano non stavano né fermi né zitti né buoni.
Un bel giorno, che bello non fu, si cominciò a sentir dire che in un paese molto lontano era apparso un terribile mostro che divorava le persone, ma ciò che davvero spaventava era la sua invisibilità.
Le persone scomparivano misteriosamente, come per una cattiva magia, e nessuno sapeva come difendersi.
Tutti ne parlavano e pensavano...pensavano… Ma come si fa a combattere un mostro invisibile?! Nessuno riusciva a decidere cosa fare.
I bambini, però, leggevano storie di fantasmi, orchi e supereroi, e dissero che occorreva qualcuno molto speciale: per un mostro invisibile...un guerriero
invincibile, con un’armatura magica e impenetrabile.
“Che sciocchezza” dissero i grandi “cosa volete capirne, voi bambini?”
Ma il mostro avanzava e, sciocchezze o no, per non sapere che altro fare tutti cominciarono a costruire una grande armatura di metallo.
E tutti i giorni il mostro si faceva più vicino. Era ormai quasi al confine del paese accanto, ma il guerriero non era ancora pronto.
“Fateci aiutare” dissero i bambini “vogliamo costruire anche noi il guerriero! Noi siamo esperti di cavalieri che uccidono i draghi e di guerrieri che sconfiggono i mostri!”
Ma i grandi alzavano le spalle e scuotevano la testa. “Bambini, siete troppo piccini, queste sono cose da grandi”. Passavano i giorni e il guerriero non era pronto, e la cantilena continuava: “Bambini, siete troppo piccini!”.
Ma il mostro si avvicinava sempre di più. I grandi ordinarono ai bambini di chiudersi nelle case per nascondersi dal nemico invisibile.
E l’armatura non era pronta. O meglio era pronta, praticamente tutti i pezzi erano terminati. Perfetti, scintillanti di acciaio blu. Tutti i meccanismi erano  perfettamente collocati e sincronizzati. Ma il guerriero era fermo, arenato e immobile come una grande balena fuori dal mare.
I bambini allora confabularono tra loro, di casa in casa, nelle loro camerette invase  da libri e manuali e computer su cui tutti cercavano una soluzione per mettere in piedi il grande guerriero.
Ma cosa, cosa mancava al guerriero… Gli mancava un cuore, pensarono i bambini. I veri guerrieri hanno un cuore grande e coraggioso, hanno paura ma combattono ugualmente perché hanno persone che amano da difendere. Così  progettarono un grande cuore e ognuno ci mise il suo pezzettino: chi un disegno, chi una poesia sulla carta del quaderno, chi dei calcoli complicati, chi la foto di una vacanza felice… qualcuno scrisse una storia, qualcuno compose un puzzle, qualcuno raccolse un fiore o fece una ghirlanda di foglie o intrecciò margherite… Ci fu chi aggiunse le piume raccolte da un nido caduto o lo spartito di una canzone, e la foto dell’amico del cuore, una conchiglia col suono del mare e un sasso fatato raccolto in montagna.

I bambini andarono tutti insieme dove si costruiva il guerriero e chiesero ai grandi: “Ma voi sapete perché state costruendo il guerriero?” I grandi si guardarono pensierosi, li guardarono, ed erano incerti.
“Costruiamo il guerriero perché vogliamo sconfiggere il nemico e proteggervi, per restare con voi e vedervi crescere e diventare uomini e donne felici” dissero insieme l’uomo più saggio e la donna più saggia del paese, “siete il futuro e senza di voi noi non ne abbiamo, di futuro”.
“Allora il guerriero deve avere un cuore, per trovare il coraggio di combattere” esclamarono i bambini “e glielo daremo noi!”. Porsero ai grandi il cuore fatto di pezzettini che avevano costruito, e i grandi, pur molto scettici, non seppero dire di no. Misero il cuore al suo posto, nel petto d’acciaio.
Allora il guerriero si alzò in piedi e in piedi rimase fermo sul confine, a guardare lontano, senza paura e senza mai stancarsi. Perché aveva un cuore.
“Siamo al sicuro” dissero i bambini “possiamo tornare a casa e aspettare. Il guerriero ci difenderà!”.
Non sappiamo se in quel paese il mostro sia arrivato oppure no, ma tutti ricominciarono a vivere, senza paura, perché sapevano che il guerriero invincibile
vegliava su di loro.
E i bambini erano felici perché quello che batteva dentro il petto del guerriero era il cuore che proprio loro gli avevano dato, ciascuno con il suo pezzettino.